Com’era possibile immaginare, fin dal suo arrivo il Coronavirus è stato oggetto di numerosi dibattiti all’interno dei media non sempre verificati e non sempre verificabili. Nei mass media, lo stato d’emergenza e la sete di notizie ha fatto sì che ogni programma ed ogni edizione si occupasse dell’andamento della pandemia usando linguaggi più o meno specifici ma inevitabilmente ridondanti per il tema. Questo era inevitabile, anche perché lo stop di molte attività ha creato un buco di notizie, basti pensare ad esempio alla Gazzetta dello Sport: come fa un quotidiano che si deve occupare di sport quando l’interno mondo sportivo è ormai fermo da mesi?

Internet non è esente da questa situazione come anche dimostrano i dati provenienti da Google Trends riguardo le ricerche on line. Anche qui, gli editors che non hanno avuto mai a che fare con argomenti di tipo medico hanno iniziato ad interessarsi della questione raccontando qualcosa di personaleintervistando degli esperti o ma comunque necessariamente cambiando le modalità di intervista. Purtroppo anche se siamo partiti con la cosiddetta fase due da poco più di una settimana, all’interno di tutta questa convergenza mediatica, la circolazione di notizie false sul Covid-19 non è affatto diminuita in quest’ultimo periodo. La mancanza totale di conoscenza al riguardo ha creato accesi dibattiti e diverse “soluzioni” per debellarlo: come quando ad inizio della pandemia si era diffusa la voce riguardo gli effetti curativi della vitamina C. Le fake news circolanti, oltre le classiche teorie del complotto, hanno preso pieghe inaspettate come il caso della birra Corona che ha perso l’8% del suo valore in queste settimane.

Fortunatamente in questo periodo sono nati alcuni strumenti per bloccare tale diffusione, ad esempio per limitare la circolazione delle Catene di Sant’Antonio, Whatsapp è corsa ai ripari permettendo di inoltrare lo stesso messaggio ad un massimo di 5 contatti per volta. Un’altro strumento nato in questo periodo è il servizio Whatsapp di Facta, una volta aggiunto il numero in rubrica, è possibile inoltrare i messaggi ricevuti. La richiesta verrà presa in carico e verrà pubblicata un’analisi sul proprio sito nel caso si tratti di falsità. Anche il Ministero della Salute ha fatto la sua parte, pubblicando sul proprio sito un vademecum volto a smascherare e smentire le bufale al riguardo.

Alcuni dati incoraggianti arrivano dai risultati provenienti dall’osservatorio di MTV, secondo cui è in crescita la fiducia dei giovani nei quotidiani. Questo non significa che i giornali siano sempre portatori di verità, è bene porsi sempre in una modalità critica costruttiva quando ci si informa qualunque sia la fonte che abbiamo di fronte a noi. Altrimenti avremmo dovuto seguire tutti il suggerimento del Presidente Trump e farci qualche iniezione di disinfettante.




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