L’emergenza sanitaria ci ha costretto a chiuderci in casa per poter salvaguardare la nostra salute e quella degli altri. Le nostre giornate e le nostre abitudini si sono così modificate, ma tra gli aspetti positivi di questo periodo c’è sicuramente quello di aver avuto la possibilità di passare più tempo con la propria famiglia, ascoltare maggiormente se stessi e gli altri rispetto a quanto facciamo di solito. Abbiamo avuto modo di dedicare più tempo alle nostre passioni e alle nostre relazioni. Relazioni che inevitabilmente abbiamo coltivato e sostenuto grazie alla tecnologia. I media e gli strumenti digitali infatti hanno svolto un ruolo significativo nel periodo di lockdown, come riportato nell’analisi effettuata da Digital 2020 (Hootsuite/We Are Social) sul mese di aprile 2020 (Kemp, 2020).I dati mostrano un aumento considerevole del tempo trascorso sugli smartphone, insieme a quello rivolto alla fruizione di video e film sulle diverse piattaforme online.

Un aumento dei consumi mediali che vede coinvolti non solo giovani e adulti ma anche bambini e adolescenti. È normale quindi chiedersi da genitore quali possano essere le linee guida da seguire per una corretta educazione digitale e una equilibrata dieta mediale da condividere insieme ai propri figli.

Una risposta chiara e educativamente significativa è individuabile nel testo scritto da Serge Tisseron intitolato “3 – 6 – 9 – 12. Diventare grandi all’epoca degli schermi digitali” (2016) e curato da Pier Cesare Rivoltella (Professore di Didattica e Tecnologie dell’Istruzione e dell’apprendimento presso l’Università Cattolica di Milano, Fondatore e Direttore di CREMIT) in cui viene approfondito il rapporto con gli schermi digitali nelle diverse fasce di età (3 anni, 6 anni, 9 anni, 12 anni). È importante sottolineare come l’obbiettivo del libro (e anche di questo articolo) non sia quello di fornire ai genitori, educatori e insegnanti delle semplici regole da applicare con i propri bambini per ottenere una buona educazione digitale. È necessario “conoscere i media, discutere con il bambino, distinguere volta per volta contesti e situazioni” (Rivoltella, 2016, p. 6)
Le linee guida indicate di seguito e i suggerimenti rintracciabili nel libro sono utili indicazioni a sostegno dei percorsi educativi, ma non si sostituiscono alla responsabilità formativa e genitoriale necessaria anche su questo importante tema.

Quali sono quindi le attenzioni da prendere in considerazione per una adeguata Screen Education? Sono 3 le indicazioni guida che Tisseron indica come “Le 3 A”:

  1. Apprendere l’Autoregolazione: per i più piccoli si intende fissare delle fasce orarie in cui vedere la televisione o giocare con il tablet, per i più grandi invece prevedere l’utilizzo di contratti educativi condivisi che stabiliscano i tempi e regole da salvaguardare. Educare in questo senso non significa proteggere il più possibile i propri figli dai rischi presenti in rete, ma favorire una maggiore consapevolezza sull’utilizzo degli strumenti digitali. Tale azione deve essere accompagnata dal confronto e dalla condivisione degli usi per poter fornire ai ragazzi “quel che gli serve per poter scegliere da solo in maniera equilibrata” (Rivoltella, 2016, p. 9).
  2. La pratica dell’Alternanza: significa diversificare il più possibile gli stimoli e incoraggiare attività che mobilitino l’utilizzo dei 5 sensi e il proprio corpo. Una corretta dieta mediale per bambini e ragazzi non è caratterizzata dall’esclusione dell’utilizzo dei videogiochi o dalla visione di cartoni animati, ma è costituita dall’alternanza di questi momenti con altre attività ad esempio all’aperto o di socializzazione. È necessario quindi trovare il giusto equilibrio tra le diverse attività in cui il bambino è impegnato.
  3. L’Accompagnamento: si intende costruire e mantenere una relazione e un dialogo in riferimento a quello che i bambini e i ragazzi vedono e provano di fronte agli schermi digitali. “È infatti essenziale mostrare loro fin da piccoli che gli schermi cui stanno davanti acquistano senso a partire dal momento in cui loro gliene danno” (Tisseron, 2016, p. 27). Condividere parole, emozioni e situazioni vissute favorisce spazi di significazione e l’accrescere di un pensiero critico utile per potersi orientare correttamente nell’utilizzo degli strumenti digitali.
Un articolo interessante scritto da Michael Robb (2020), direttore di ricerca presso Common Sense Media, ha evidenziato come sia importante che i bambini e i ragazzi siano coinvolti soprattutto in contenuti di qualità che alimentino la loro curiosità e immaginazione.

In particolare, ha fornito alcuni consigli utili per accompagnare a un utilizzo corretto ed equilibrato dei media digitali:

  1. Scegliere applicazioni e media adatti alla loro età e di alta qualità. In rete sono presenti numerose recensioni che possono aiutarti adorientarti tra molteplici contenuti disponibili. 
  2. Confrontati con loro. Poni domande sui loro giochi. Condividiazioni, emozioni, pensieri. Discutere con loro è una opportunità per conoscersie condividere valori.
  3. Cerca di trovare il giusto equilibrio. Utilizzare i dispositivi digitali non è sbagliato ma bisogna saper alternarli con diverse attività all’aperto o al chiuso.
  4. Sii creativo: Consenti ai bambini di usare il telefono per scattare foto e video per degli obbiettivi specifici. Ad esempio: registrareuna canzone, organizzare delle coreografie. Tutto ciò che stimola la loro immaginazione.
  5. Usa la tecnologia per sostenere relazioni. Le relazioni sono fondamentali per lo sviluppo sano dei bambini. La tecnologia può aiutare i bambini a connettersi con amici e parenti, collaborare tra loro, giocare e condividere storie, immagini e video.


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *