Dopo l’omicidio di George Floyd, lo scorso 25 maggio, a partire dagli Stati Uniti e in tutto il mondo hanno preso piede manifestazioni di supporto per la comunità afroamericana. Ovviamente anche i social network sites sono stati teatro di contenuti di supporto, discussione, provocazione. Questo ci riporta alla riflessione contenuta nel titolo: come educatori, genitori, insegnanti, quali strumenti ci possono aiutare nel nostro compito di crescere persone antirazziste?
Sicuramente i media hanno un grande impatto su come noi e, di conseguenza i nostri bambini e ragazzi, guardiamo il mondo: è il messaggio che questi prodotti lanciano che forgia questa visione, ma anche i discorsi che facciamo sui messaggi hanno potere di costruzione di senso tanto quanto.
Ecco quindi nove punti che pensiamo possano aiutare a selezionare dei media che aiutino a costruire una coscienza antirazzista e modi in cui possiamo commentare quelli che invece non la costruiscono. Non è di certo una lista esaustiva e la nostra prospettiva, in quanto per la maggioranza bianchi caucasici, è sicuramente limitata… aiutateci a crescere lasciando altre riflessioni nei commenti!

1. “Costruisci” per loro una libreria variegata

Le Favole al telefono sono un grande classico ed è giustissimo che questo libro sia in libreria, Herve Tullet è un grande autore per l’infanzia. Così come è bello consigliare di leggere Il barone rampante alla scuola secondaria di primo grado, è bello guardarsi intorno e cercare libri che parlino ai nostri bambini e ragazzi anche di altri protagonisti, immersi in altre culture o che siano scritti apposta per ragionare sulla diversità. Ci sentiamo di consigliare questi tre titoli:

2. “Costruisci” per te una libreria variegata

Lo stesso principio dovrebbe valere un po’ per noi: siamo cresciuti, molto probabilmente, usufruendo di prodotti mediali creati da persone bianche con una cultura occidentale. Dovremmo educare anche la nostra prospettiva ad essere più aperta! Ecco un paio di opere che ci sentiamo di consigliare:

3. Individuate ed evidenziate il razzismo nei film e nelle serie

Vi è mai capitato di rivedere alcuni vecchi film o cartoni animati? Per una serie di motivi un tempo anche produttori mainstream come la Disney erano molto meno attenti ad utilizzare alcuni stereotipi razziali (sicuramente avete in mente il gatto siamese degli Aristogatti che suona con le bacchette e non pronuncia correttamente la “r”). Aiutare a sviluppare un senso critico nei nostri ragazzi anche in questo tipo di rappresentazioni, che possono sembrare innocue, garantisce che crescendo maturino un’autonomia nel riconoscere gli stereotipi.

4. Guardate insieme prodotti mediali, anche intensi

Quando i nostri ragazzi cominciano a crescere la cultura in cui sono immersi comincia a farli disincantare, molto spesso la violenza comincia a bussare alla porta dei prodotti di cui usufruiscono. Non sempre è un male, ciò permette di guardare con loro prodotti anche più intensi sotto un punto di vista delle emozioni, che possono suscitare (rabbia, paura, senso di ingiustizia, potenza e impotenza). Vi lasciamo una pagina che indica un po’ di prodotti che trattano in maniera diretta di razzismo e che possono essere un buono spunto di riflessione su quanto questo problema causi dolore e discriminazione.

5. Parlate dell’hate speech che hanno trovato online

Chiedete ai vostri ragazzi se hanno letto commenti razzisti nelle live di Twitch dagli streamer o dagli utenti, se avete ragazzi adolescenti chiedete se le “page” Instagram che seguono postano meme razzisti. Il punto qui è far loro capire che la loro indifferenza nei confronti di questi atteggiamenti poco avveduti, o peggio, il ripostare questi contenuti contribuiscono solo a creare una cultura d’odio, che trascende dall’ambiente digitale.

6. Aiutali a capire il panorama dei social che vivono

Soprattutto per i ragazzi più grandi, Instagram diventa la piattaforma dove si informano e condividono la loro cultura. Due settimane fa molto probabilmente anche la loro home feed si è colorata di quadrati neri con l’hashtag #blacklivesmatter. Aiutarli a capire il contesto di quello che succede in questi ambienti permette di aiutarli a orientare meglio i loro agiti, anche nell’ambiente digitale.

7. Informati da canali social che trattano la tematica

Anche per noi i social sono un ottimo modo per arricchire il nostro panorama culturale e informarci sugli avvenimenti che accadono nel mondo, soprattutto negli ultimi anni uno dei modi più virtuosi di utilizzare i social è diventato quello di trasformarli in piattaforme di divulgazione su varie tematiche. Qui sotto un profilo della comunità africana in Italia.

8. Contribuisci alla loro Information literacy

Un’altra piaga del nostro tempo sono le fake news, che i ragazzi si vantano tanto di saper riconoscere, a differenza dei boomer, su Facebook. Interrogate la loro opinione sui fatti di Minneapolis, per esempio, aiutando a revisionare le fonti che hanno fornito le informazioni che hanno contribuito a formare la loro opinione. Ecco un articolo con segnalate tutte le bufale circolate in rete sull’uomo ucciso in Minnesota.

9. Guidali nel diventare “Ally”

Se non sappiamo noi in primis come possiamo supportare la causa diventando alleati, informiamoci! Dopodichè integrate questi concetti nei vostri discorsi quotidiani con i vostri ragazzi. Parlate di quali situazioni si potrebbero presentare a loro e come si potrebbero comportare; condividete gli errori commessi (sia online che offline) con loro, così da non passare la presunzione di avere tutte le risposte. Qui sotto un post di Instagram molto utile sull’essere alleati.


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