L’ultimo capolavoro della Pixar, Soul, ha debuttato sulla piattaforma Disney+ il 25 dicembre 2020 e le recensioni positive non si sono fatte attendere. Vogliamo proporvi, cercando di evitare gli spoiler, una recensione e rilettura media educativa del lungometraggio, per riuscire a dargli una lettura più profonda.

In breve

Età 8+
Temi Senso della vita, passione, amicizia, compassione, perseveranza.
Perché sìIl film aiuta a rileggere la propria vita e a porsi domande importanti; ci sono diverse citazioni al mondo della filosofia e della psicologia, integrate alla perfezione nella narrazione.
Perché noL’arco narrativo lascia poco spazio di rilettura e approfondimento, come se fosse un po’ tutto già spiegato.
Giudizio generale⭐️⭐️⭐️⭐️/5

Benvenuti nella vita di Joe Gardner

©2020 Disney/Pixar. All rights reserved.

Insegnante di musica presso una scuola media e aspirante musicista jazz, Joe si trova di fronte ad una fantastica opportunità che potrebbe risollevare la sua carriera: suonare con la jazzista Dorothea Williams. La proposta è spiazzante: Joe attraversa la città camminando sopra le nuvole, schivando ogni avversità, fino a quando… precipita in un tombino.

Joe si ritrova in un mondo che non è il suo: la passerella che sta percorrendo è quella che conduce all’Oltremondo, dove le anime di tutto il mondo si riuniscono dopo aver vissuto la propria vita. Joe non ci sta e, lanciandosi nel vuoto, riesce ad arrivare nell’Antemondo, luogo invece dove si trovano le anime dei non ancora nati, ancora in formazione.

Qui Joe viene scambiato per un mentore, un’anima che è già stata sulla Terra e che svolge il ruolo di guida per una delle anime in formazione. Quest’ultime, per ottenere il lasciapassare, devono trovare una scintilla: la spinta finale che li porta verso l’accettazione della nascita, il proprio e personale buon motivo per vivere.

A Joe viene affidata 22, un’anima che ha già avuto diversi mentori illustri, ma che, a causa del suo cinismo, non riesce a trovare la propria scintilla.

Squisitamente made in Pixar

©2020 Disney/Pixar. All rights reserved.

La tecnica di animazione, dichiaratamente Pixar, ricorda quella di Inside Out – sempre dello stesso regista, Pete Docter. Anche qui ci troviamo di fronte a due mondi paralleli: quello reale, di cui viene esaltata la bellezza dei dettagli, come la luce che filtra tra le foglie dell’albero, e quello dell’Antemondo, dove colori, consistenze e geometrie sono completamente stravolti.

L’accuratezza dei dettagli è quello che colpisce e affascina e che permette di immedesimarsi in Joe e in 22 e di cercare, insieme a loro, la nostra scintilla. La Pixar in questo caso è riuscita a sottolineare come, anche nella quotidianità banale, come nel prendere la metropolitana e fermarsi ad ascoltare un musicista o nel mangiare una fetta di pizza al formaggio, ci possa essere poesia. Insegnamento che, soprattutto in questo momento storico, ci tocca davvero da vicino e ci interroga.

Rappresentazioni valide della cultura afroamericana.

©2020 Disney/Pixar. All rights reserved.

Soul è un film che accoglie a pieno e senza cadere in stereotipi la cultura afroamericana, nonostante Joe sia il primo protagonista nero di un film Pixar. I registi e gli sceneggiatori, infatti, si sono rivolti ad un team di esperti, tra cui anche alcuni degli attori che hanno dato voce ai vari personaggi, per dipingere un Joe Gardner e una New York afroamericana nel modo più rappresentativo possibile.

Una svolta accurata nel mondo Disney Pixar, se paragonata agli strafalcioni culturali e storici di lungometraggi come Pocahontas e Aladdin.

La storia della nostra vita, attraverso un film.

©2020 Disney/Pixar. All rights reserved.

Una delle principali riflessioni che il lungometraggio propone è il rapporto tra Antemondo, vita sulla Terra e Oltremondo. La storia di Joe, intrecciata con quella di 22, vuole rispondere alla grande domanda che tutti noi, prima o poi, ci chiediamo: perché sono qui? Almeno, così sembra in un incontro iniziale dei due protagonisti. La vera domanda a cui Joe e 22 ci mettono di fronte è questa:

Qual è il tuo buon motivo per vivere, per essere e sentirti vivo?

Soul ci insegna che nella vita non sono le grandi imprese a renderci felici, ma le piccole cose quotidiane, come i rumori della città in cui siamo immersi.

Ci ricorda che le parole possono ferire e possono guarire, che una passione può diventare qualcosa che ci eleva, ma anche qualcosa che, se diventa ossessione, ci imprigiona e ci allontana dagli altri.

Soul ci fa capire che la vita ci ha messo accanto persone non per caso, ma per fortuna: che siano nostri mentori o professori, i nostri allievi o i nostri genitori o figli, che sia il nostro barbiere o il vicino di casa. Nessuno è qui per caso, nessuno si salva da solo.

Soul è la storia della nostra vita, a ciascuno il compito di farla iniziare.


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